Festa della Mamma 2026: dalla retorica dell’equilibrio alla responsabilità organizzativa
In occasione della Festa della Mamma 2026, Save the Children ha pubblicato l’undicesima edizione del rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026”, restituendo un quadro che conferma quanto la maternità, nel nostro Paese, continui a essere attraversata da forti squilibri sociali, economici e organizzativi.
Il titolo del rapporto è particolarmente efficace: molte madri sono ancora chiamate a essere “equilibriste”, sospese tra lavoro, cura familiare, carico mentale, aspettative sociali e percorsi professionali che spesso rallentano, si interrompono o diventano più fragili proprio dopo la nascita di un figlio.
I dati richiamati da Save the Children sono molto chiari. Nel 2025 le nascite in Italia sono scese a circa 355 mila, con un calo del 3,9% in un solo anno, mentre il tasso di fecondità si è fermato a 1,14 figli per donna. La cosiddetta child penalty, cioè l’impatto della maternità su partecipazione al lavoro, salari e prospettive di carriera, arriva al 33% e produce effetti duraturi nel tempo.
Il rapporto evidenzia inoltre che, dopo la nascita di un figlio, le madri possono subire una riduzione salariale fino al 30% nel settore privato. Il tasso di occupazione femminile scende dal 68,7% tra le donne senza figli al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne, con un ulteriore peggioramento in presenza di più figli o di figli in età prescolare. Il part-time, spesso involontario, rimane una condizione molto più frequente tra le madri che tra i padri.
Questi numeri non descrivono solo una difficoltà individuale. Raccontano un problema strutturale che riguarda il modo in cui il lavoro, i tempi di vita, i servizi, la genitorialità e i carichi di cura vengono ancora organizzati e distribuiti.
La maternità non è una questione privata
Per molto tempo la maternità è stata trattata come un tema prevalentemente personale o familiare. Oggi è sempre più evidente che si tratta anche di una questione organizzativa.
Le imprese, le cooperative, gli enti pubblici e le organizzazioni del terzo settore hanno un ruolo importante nel rendere la genitorialità compatibile con la continuità professionale, la crescita delle competenze, la partecipazione ai percorsi di carriera e il benessere delle persone.
Non si tratta solo di introdurre singole misure di welfare, per quanto utili. Il punto è costruire contesti di lavoro capaci di riconoscere la maternità, la paternità e i carichi di cura come dimensioni ordinarie della vita delle persone, non come eccezioni da gestire caso per caso.
Questo significa lavorare su più livelli: politiche interne, procedure HR, flessibilità organizzativa, cultura manageriale, comunicazione, formazione, ascolto delle persone, indicatori di monitoraggio e valutazione dell’impatto.
La nuova UNI/PdR 192:2026
In questo scenario si inserisce la nuova UNI/PdR 192:2026, pubblicata il 14 aprile 2026, dedicata al “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie”.
La prassi definisce requisiti per le organizzazioni che intendono implementare misure a favore della conciliazione tra vita familiare e lavoro, con attenzione specifica alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura familiare. Prevede inoltre la costruzione di un sistema di gestione interno supportato da KPI e introduce un processo di valutazione della conformità di terza parte per organizzazioni private e, compatibilmente con il quadro normativo vigente, pubbliche.
Il Dipartimento per le politiche della famiglia evidenzia che la UNI/PdR 192:2026 nasce per accompagnare le organizzazioni nell’implementazione di politiche aziendali inclusive e responsabili dedicate alla genitorialità, all’equilibrio vita-lavoro, alle pari opportunità e al benessere organizzativo.
Si tratta quindi di uno strumento particolarmente attuale, perché consente di passare da una logica episodica a una logica sistemica: non più solo “iniziative” a favore della famiglia, ma un impianto organizzativo strutturato, misurabile e migliorabile nel tempo.
Dalla consapevolezza all’azione
I dati di Save the Children ci ricordano che la conciliazione non può essere affidata alla sola capacità individuale delle madri di “tenere tutto insieme”. La nuova UNI/PdR 192:2026 offre alle organizzazioni una cornice concreta per assumersi una parte di questa responsabilità.
Per le aziende e gli enti che hanno già intrapreso percorsi come Family Audit, UNI/PdR 125:2022 o sistemi di welfare aziendale, la nuova prassi può rappresentare un’evoluzione coerente: permette di integrare quanto già esiste, rafforzare la misurazione, rendere più chiari ruoli e responsabilità, e costruire un piano di miglioramento centrato sulla vita reale delle persone.
Per le organizzazioni che invece si avvicinano ora a questi temi, la UNI/PdR 192:2026 può essere un punto di partenza utile per leggere i bisogni interni, individuare priorità realistiche e progettare interventi sostenibili.
Il nostro supporto
In Vorrei siamo pronte ad affiancare organizzazioni pubbliche e private in percorsi di innovazione sociale, sviluppo organizzativo, inclusione, formazione, certificazioni e standard, con un approccio pragmatico e orientato alla realizzazione concreta delle azioni.
Siamo disponibili a supportare imprese, cooperative, enti e organizzazioni interessate ad approfondire la nuova UNI/PdR 192:2026, attraverso attività di:
- analisi preliminare del contesto organizzativo;
- lettura dei bisogni di conciliazione vita-lavoro;
- integrazione con percorsi già attivi, come Family Audit e UNI/PdR 125:2022;
- costruzione del sistema di gestione e degli indicatori;
- definizione del piano di miglioramento;
- accompagnamento verso eventuali percorsi di valutazione e certificazione.
La maternità, la paternità e i carichi di cura non sono temi laterali rispetto all’organizzazione del lavoro. Sono una parte essenziale della sostenibilità sociale delle organizzazioni.
La Festa della Mamma può allora diventare non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per chiederci quanto i nostri ambienti di lavoro siano realmente capaci di sostenere le persone nelle diverse fasi della vita.
Per informazioni o per una prima valutazione del percorso UNI/PdR 192:2026 contattaci: info@vorrei.biz
